Nocciole e mandorle regine della tradizione dolciaria colta del rinascimento

Il legame di nocciole e mandorle con la sfogliata

Il nocciolo nell’antichità ha sempre rappresentato un simbolo positivo sia nel mondo greco che in quello cristiano.
Nella rappresentazione del bastone di Asclepio il serpente è attorcigliato a un ramo di legno di nocciolo: Il primo è la malattia, il secondo la difesa. Per i romani il nocciolo assunse il significato di felicità e fertilità.

Il vincolo con le forze soprannaturali

Nelle rappresentazioni figurative del Rinascimento e del 1600 la raffigurazione della nocciola fornisce un evidente significato di salvezza e di protezione (Pala di San Zeno di Mantegna, Madonna lochis di Crivelli, Nature morte del 1600).

Neanche il campo letterario e simbolico era esente dall influsso positivo del nocciolo : dal significato di Trinità connesso con l’involucro fogliare delle Nature morte del 600, al cocchio di Mab, regina delle fate in Romeo e Giulietta di Shakespeare. Il cocchio è un guscio di legno di nocciolo! E che dire dell’alberello di nocciolo che nella fiaba dei fratelli Grimm aiuta Cenerentola? È naturale che dai Grimm si retroceda fino ai Celti per i quali il nocciolo era una divinità simbolo della saggezza.
Il collegamento col mondo degli gnomi ci sembra a questo punto automatico: i simpatici folletti dei boschi si nutrono abitualmente di nocciole.

Tutti hanno presente la figura del rabdomante in cerca d’acqua: Il ramo, rivelatore d’acqua, è il nocciolo.
Se non si fosse sedimentato nei tempi il legame del nocciolo con le forze soprannaturali, forse Walt Disney non avrebbe creato la strega Nocciola, cortometraggio del 1952, e forse non sarebbe stata inventata nel 1964 la Nutella.

La mandorla simbolo di energia e vitalità

Le recondite proprietà afrodisiache nei confetti degli sposi

Se la nocciola nell’antichità era il simbolo della saggezza, salvezza e protezione, la mandorla veniva apprezzata per le sue recondite proprietà afrodisiache.
La sua forma ricordava l’organo femminile e la sua capacità nutritiva e corroborante ne facevano un frutto simbolo di energia e vitalità.

Nei confetti degli sposi c’era e c’è una mandorla, nei filtri d’amore l’ingrediente principale era la mandorla e nel XVI secolo il medico botanico Mattioli la prescriveva nei casi di deperimento e per potenziare l’attività sessuale.

Alcuni studiosi sostengono che per addensare sughi e salse nel Medioevo si usava il latte di mandorla, usato anche oggi nella cucina vegana come ingrediente addensante per una maionese senza uova.
La mandorla sotto forma di olio rigenera la pelle i capelli, lenisce e attenua il prurito.

Insomma in un buon pranzo non possono mancare nè ammennule nè antrite come ci dice il Guarracino nella famosa e antica canzone che rende celebre il suo movimentato banchetto nuziale.